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| 2006/42/CE – L’uso scorretto ragionevolmente prevedibile |
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La direttiva 2006/42/CE Macchine obbliga il fabbricante di tenere conto, in fase di progettazione, dell'uso scorretto ragionevolmente prevedibile che ci si può attendere dall’operatore addetto alla macchina. Significa che, in caso di incidenti, il fabbricante sarà responsabile degli infortuni derivanti da un’utilizzo scorretto, anche se questo è stato espressamente vietato sul manuale d'uso? Nella precedente edizione della direttiva macchine (98/37/CE) veniva semplicemente suggerito di prevedere, nelle istruzioni, un riferimento al solo uso previsto e ragionevolmente prevedibile della macchina. Con la nuova 2006/42/CE viene invece chiaramente definito l’uso scorretto ragionevolmente prevedibile, considerandolo quindi un comportamento preciso e pertanto sanzionabile. Ma fino a che punto il fabbricante dovrà dimostrare che l'uso della macchina di sua produzione può ritenersi scorretto? Di questa domanda ha preso atto anche la Commissione Europea, che ha dato seguito ad alcune esemplificazioni, di cui il fabbricante dovrà tenere conto in fase di progettazione e il cui esito andrà opportunamente documentato anche nelle avvertenze contenute nel manuale d’uso e sulle etichette a bordo macchina. L’analisi dei rischi, per questo tipo di evento, sarà tutta incentrata sull'evenienza che l’operatore possa perdere il controllo della macchina. I vari dispositivi di arresto, di emergenza, di fine corsa, sono concepiti e installati proprio in considerazione della necessità di poter fermare immediatamente la macchina onde evitare che l’operatore si faccia del male. Una corretta analisi dei rischi, secondo lo scopo della 2006/42/CE, contempla anche il comportamento umano riflesso in caso di malfunzionamento della macchina. Nella natura umana sono insiti comportamenti istintivi, che però, dal punto di vista della macchina, si traducono in veri e propri errori di utilizzo. Per fare un esempio molto banale, può capitare che la macchina, per qualche motivo, vada in allarme di pre-blocco. L’operatore, anziché disinserire il sezionatore di erogazione elettrica, in modo tale da ricercare la causa dell’anomalia a macchina ferma, preferisce lasciarla in funzione rischiando in proprio, in considerazione del principio di comodo: “tanto è la solita sciocchezza”. Ogni volta che, per esempio, un pezzo in lavorazione si mette di traverso, oppure, uno sfrido tende a bilocarsi su una tavola di trasferimento, si preferisce intervenire direttamente con le mani, anzichè attuare tutte quelle procedure di chiusura, o stop di emergenza, che andrebbero regolarmente applicate. La quantità maggiore di infortuni sul lavoro avviene per mancanza di concentrazione, che può derivare da operazioni ripetitive, intercalate con una certa frequenza, o dalla stanchezza. Tutte queste “mancanze” dovranno rientrare nel fascicolo tecnico alla voce comportamento umano prevedibile, ricadente nell’analisi dei rischi secondo lo scopo della 2006/42/CE. I dispositivi di sicurezza a bordo macchina, in un futuro prossimo, dovranno tenere conto anche del tipo di stress psicologico cui è sottoposto l’operatore durante il proprio lavoro con la macchina stessa; una certa ripetitività delle azioni di comando durante il funzionamento della macchina può, a lungo andare, esercitare sull’operatore una pressione coercitiva che può degenerare in comportamenti compulsivi e irriflessivi. Per stress si intendono anche i condizionamenti umani che si possono verificare quando la macchina deve forzatamente funzionare a lungo e in modo intensivo. Superata una certa soglia di tollerabilità umana, è inevitabile che si possa incorrere in qualche infortunio. Tutta questa sfilza di comportamenti “anomali” potrà anche essere stata messa in evidenza nel fascicolo tecnico, nelle avvertenze, nel manuale d’uso e sulle etichette a bordo macchina. Ma se nella vecchia direttiva macchine era sufficiente dichiarare di evitare certi comportamenti negligenti, ora con la nuova direttiva viene invece imposto di mettere mano a misure più attivamente concrete a favore di un ulteriore abbattimento dei rischi di infortuni per negligenza d’utilizzo e per stress da lavoro. Come fare? La problematica rimbalza ora sul tavolo dell'ingegneria incaricata della progettazione. Un problema successivo sarà poi quello di cercare di non finire fuori offerta rispetto al mercato asiatico. |