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UNI EN ISO 12100 Nuova norma di tipo A per la sicurezza del macchinario
Da novembre 2010 la nuova UNI EN ISO 12100 "Sicurezza del macchinario - Principi generali di progettazione - Valutazione del rischio e riduzione del rischio" è diventata l'unico riferimento fondamentale, cioè l'unico riferimento di tipo A per tutti i fabbricanti che devono progettare nuovi macchinari. Il prezzo degli incidenti che si verificano nell’utilizzare i macchinari è elevato, sia sul piano umano che sul piano economico e sociale. Aiutare i progettisti a ridurre i rischi derivanti dall’utilizzo delle macchine e a proteggere gli operatori è da sempre l'obiettivo delle norme di sicurezza elaborate dai Comitati Tecnici del CEN a supporto della direttiva Macchine, siano esse relative a specifiche tipologie di macchine (norme di tipo C), ad aspetti di sicurezza (quali le distanze di sicurezza, la temperatura superficiale, il rumore – norme di tipo B1), a mezzi di protezione (quali i comandi a due mani, i dispositivi di interblocco, i dispositivi sensibili alla pressione, i ripari – norme di tipo B2), siano esse le norme fondamentali di sicurezza (quelle che trattano i concetti fondamentali, i principi di progettazione e gli aspetti generali che possono essere applicati a tutti i macchinari – norme di tipo A).

L'UNI informa che dal mese di novembre 2010, la nuova UNI EN ISO 12100 "Sicurezza del macchinario - Principi generali di progettazione - Valutazione del rischio e riduzione del rischio" è diventata l'unico riferimento fondamentale, cioè l'unico riferimento di tipo A per tutti i fabbricanti che devono progettare nuovi macchinari.

Fin dalla loro prima edizione, le norme generali sulla valutazione e sulla riduzione del rischio, cioè le norme di tipo A, hanno ricoperto un ruolo importante nell'ambito della sicurezza del macchinario, in quanto sono sempre state considerate la base per l'elaborazione delle norme di tipo B e C. Per oltre un decennio i progettisti hanno avuto come riferimento le due parti della UNI EN 292 "Sicurezza del macchinario – Concetti fondamentali, principi generali di progettazione" e la UNI EN 1050 "Sicurezza del macchinario – Principi per la valutazione del rischio". Quasi contemporaneamente all'avvento della nuova direttiva Macchine 2006/42/CE, le tre norme sono state sostituite dalle due parti della UNI EN ISO 12100 "Sicurezza del macchinario – Concetti fondamentali, principi generali di progettazione" e dalla UNI EN ISO 14121-1 "Sicurezza del macchinario – Valutazione del rischio – Parte 1: Principi", elaborate nell'ambito di un accordo di collaborazione tra il CEN e l'ISO.

La nuova norma UNI EN ISO 12100, che ha sostituito le precedenti tre norme di tipo A e la cui elaborazione è stata seguita come per le norme precedenti dalla commissione Sicurezza, oltre a definire la terminologia di base, tratta in maniera organica l'intero processo di progettazione del macchinario. Partendo dal presupposto che la valutazione del rischio si basa sull'esperienza relativa alla progettazione e sulla conoscenza dell'utilizzo, degli incidenti, degli infortuni e dei rischi relativi al macchinario, cioè su una serie di fattori che variano a seconda della persona che la effettua e della tipologia di macchinario a cui si applica, la norma, mediante una serie di passaggi logici, guida il progettista alla determinazione dei limiti della macchina, alla identificazione dei pericoli, alla stima e alla ponderazione del rischio in tutte le fasi di vita della macchina, alla individuazione delle soluzioni di progettazione e di fabbricazione che permettono di eliminare i rischi, alla individuazione delle misure di protezione, dei mezzi di protezione e delle misure complementari necessari nei confronti dei rischi che non possono essere eliminati e alla predisposizione delle informazioni per l'uso.

L'importanza della nuova UNI EN ISO 12100:2010 risiede non solo nel fatto che è diventata l'unica norma di tipo A che, sebbene non alteri il contenuto tecnico delle tre norme che ha sostituito, corregge alcuni errori e alcune incongruenze che erano presenti nelle tre precedenti norme nei confronti l'una dell'altra e nei confronti della Direttiva Macchine, ma soprattutto nel fatto che permette al fabbricante di effettuare un'analisi in maniera sistematica e documentabile che gli permette di individuare, per quanto possibile, tutti i pericoli e, successivamente, di modificare e migliorare l'analisi stessa sulla base di nuove esperienze o dell'evolversi dello stato dell'arte.

Fonte: UNI

 



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