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| La forma espositiva del manuale d'uso |
In determinate circostanze sarà sufficiente un manuale di poche pagine (a volte perfino un semplice foglio istruzioni), ma ci sono casi in cui il manuale si compone di alcune centinaia di pagine (in particolare per le macchine a controllo numerico, confezionamento, saldatura, packaging, ecc.).
In corso d'opera e dopo aver stabilito la struttura di lavoro per la redazione, sarà bene conservare tutta la documentazione relativa ai rischi residui derivante dal fascicolo tecnico costruttivo, la quale andrà debitamente integrata sotto forma di avvertenze ed istruzioni per la sicurezza d'uso.Una questione terminologica...Compilando il manuale d'uso non dovremo inoltre tralasciare di utilizzare il medesimo linguaggio normativo armonizzato eventualmente adottato, poiché esso è stato appositamente congegnato per fornire la massima pertinenza di attribuzione dei significati, intelligibili anche per l'operatore. D'altronde non si dovrà infarcire il manuale con interminabili colonne di testo replicanti estratti normativi; questi ultimi oltre a non essere espressamente richiesti dal legislatore, potrebbero provocare sconcerto sull'operatore. Il manuale dovrebbe essere il più breve possibile e puntuale nelle argomentazioni, facilmente comprensibile e immediatamente traducibile in azioni prive di rischio. Laddove il prodotto dovrà incorporare tutti gli accorgimenti possibili affinché venga ridotto al minimo il livello di rischio, allo stesso modo il manuale dovrà replicare l'accortezza progettuale del prodotto e contenere tutte le informazioni necessarie per informare l'operatore circa quei rischi residui che non sono stati ulteriormente ridotti tramite gli accorgimenti diretti messi a punto sul prodotto stesso. Un manuale con istruzioni troppo complesse ed articolate potrebbe scoraggiare l'operatore inducendolo a leggere il manuale soltanto parzialmente, con gravi conseguenze per la sicurezza personale. Le istruzioni dovrebbero essere sintetiche quanto più possibile, rimandando gli eventuali dettagli - che anche se ignorati non sono fonte di rischi - ad opportune appendici.... e di comunicazioneDurante la redazione del manuale sarà opportuno soffermarsi spesso sui punti più complessi "simulando" un semplicissimo processo di concatenamento cognitivo per il recepimento della comunicazione:
Potrà tornare utile porsi le più comuni domande fondamentali, ad esempio: Perché? Come? Quando? Dove? In questo modo ci si porrà nell'ottica dell'uomo della strada che pur non avendo mai veduto il prodotto dovrà accingersi a conoscerlo e manovrarlo in tutta sicurezza. A questo proposito, per mettere a proprio agio il lettore, è sempre buona norma instaurare un genere espositivo il più informale possibile. Come detto, è raccomandabile l'utilizzo del medesimo linguaggio normativo armonizzato adottato: ciò garantirà il miglior grado di comunicabilità delle informazioni, apportando al lavoro editoriale del MU un valore aggiunto armonizzato con la direttiva di prodotto Nuovo Approccio. Qualora però l'operatore che utilizzerà il prodotto non fosse d'indirizzo professionale, occorrerà prevedere una forma espositiva la più adatta possibile al linguaggio discorsivo d'uso popolare. A questo proposito la direttiva di prodotto 2006/42/CE "Macchine" (Allegato I, par. 1.7.4.1 punto d) si esprime come segue: "In caso di macchine che possono anche essere destinate all'utilizzazione da parte di utilizzatori non professionali, la redazione e la presentazione delle istruzioni per l'uso [...] devono tener conto del livello di formazione generale e della perspicacia che ci si può ragionevolmente aspettare da questi utilizzatori."
Dunque, la forma espositiva delle informazioni relative ad un prodotto dipende da parametri soggettivi oltre che oggettivi. Quanto più un prodotto sarà complesso, tanto più le informazioni dovranno risultare esaurienti; quanto più un prodotto sarà recente e la tecnologia nuova, tanto più le spiegazioni dovranno essere puntuali ed accurate; quanto più un prodotto è destinato ad operatori di indirizzo non professionale, tanto più le istruzioni dovranno essere congeniali al tipo di linguaggio in uso presso l'utenza considerata. La struttura e la graficaUn manuale privo di disegni, grafici e pittogrammi è come una bicicletta senza ruote... serve a poco o nulla. Le immagini dovrebbero sempre prevalere sul testo. Il primo approccio cognitivo è di tipo sensoriale e nel caso del manuale esso sarà pertanto di tipo ottico. Se l'operatore potrà vedere schematizzati i processi d'installazione, uso e manutenzione con grafici e pittogrammi, apprenderà meglio. Viceversa, un testo molto lungo, di genere tecnico e privo di immagini, susciterà nell'operatore un senso di disagio che potrebbe addirittura compromettere la finalità stessa del lavoro editoriale intrapreso.Se l'apparecchio è molto complesso non si dovranno risparmiare le sezioni, i capitoli, i paragrafi e i punti. Sembrerebbe un controsenso, ma una divulgazione tecnica è meglio recepita allorquando preveda molti settori composti di poco testo, piuttosto che facendo ricorso a grandi quantità di testo racchiuso in lunghi e tediosi paragrafi. Il sommario in frontespizio al MU è meglio gradito rispetto all'indice di chiusura. Ciò nonostante, al termine di un MU molto complesso, sarà opportuno prevedere un dettagliato indice analitico ed un glossario dei termini tecnici utilizzati. Il "fisico" del manuale d'usoLe direttive di prodotto Nuovo Approccio non precisano alcun tipo di supporto specifico per la realizzazione fisica del MU. All'epoca della prima stesura della DM (fine anni '80) il supporto cartaceo andava ancora per la maggiore. Oggigiorno non suscita meraviglia imbattersi in manuali presentati in formati diversi quale ad esempio la videocassetta, a consultazione non sequenziale, ottico-elettronici quale il CD Rom, o addirittura incardinati nella procedura numerica del pannello comandi all'interno dello stesso prodotto (in quest'ultimo caso è comunque richiesta la presenza di un supporto alternativo da poter consultare ad apparecchio spento). Evidentemente il fabbricante, commercializzando il proprio prodotto, dovrà tenere nella giusta considerazione il tipo di utenza che andrà ad investire. |